Il 7 e l’8 marzo a Gavirate (VA) si è svolta l’edizione 2026 della Campo dei Fiori Trail, una gara che in questi 10 anni ha saputo crescere sia per offerta che per presenze. Si tratta ormai di un appuntamento fisso per molti appassionati di trail running, che vedono in questa competizione un modo per iniziare la stagione con la garanzia del divertimento e dell’organizzazione impeccabile. La quota di iscritti infatti raggiunge e supera il migliaio di atleti e molte sono le presenze internazionali: per la precisione si parla di oltre 2100 atleti da 34 nazioni. Immancabile ormai la presenza della nostra Enrica Gouthier, che quest’anno ha ottenuto il 4° posto sulla 70K.

Foto di Valentina Cosimi (nell'immagine: la “Scala nel cielo”, uno dei passaggi iconici della gara)
Perché CFT?
Ho scelto di parlare di questa gara perché le sono molto legata, essendo per me la “gara di casa”. Avrei dovuto correre la distanza da 50K, ma avendo appena subito un intervento, non ho potuto partecipare e mi sono dedicata anima e corpo al volontariato. Ma facciamo un passo alla volta e iniziamo con i dati nudi e crudi delle classifiche nelle distanze più lunghe dell’edizione 2026:
ITAS 70K (70 km, 3.900 m D+):
1° Guendalina Sibona (9:40:04), 2° Valeria Carusi (10:11:29), 3° Kerstin Dusch (10:13:18), 4° Enrica Gouthier (10:37:53), 5° Giovanna Polverino (11:04:10)
NOVAUTO 50K (50 km, 2.500 m D+):
Femminile: 1° Stephanie Gil (6:38:12), 2° Silvia Duni (6:41:06), 3° Gloria Ghilardi (6:43:35), 4° Francesca Scarlini (6:44:48), 5° Verena Huber (6:45:41)
VIBRAM 38K (38 km, 2.100 m D+):
Femminile: 1° Elisa Desco (3:48:00), 2° Timea Horváth (4:02:39), 3° Raffaella Rossi (4:13:17), 4° Camilla Vittori Venenti (4:17:23), 5° Sara Dorato (4:22:00)
Un’ultra non al femminile?
Se si osservano i numeri forniti da uno degli organizzatori, Luca Banfi, la Campo dei Fiori Trail non sembrerebbe distinguersi per un’elevata partecipazione femminile. Luca ci ha però fornito un’analisi dettagliata che mette a confronto la percentuale di partecipazione femminile della sua gara con quella dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB). I dati sono riportati nella tabella seguente:

Luca Banfi spiega: “Metodo in breve: analisi per atleti iscritti nelle ultime 3 edizioni. Per UTMB sono stati usati dati percentuali pubblici 2023-2025. Nel confronto per bucket, UTMB usa come trail <42 km MCC ed ETC della stessa settimana: utile per il parallelo di composizione, ma distinto dalle Finals ufficiali”.
Secondo tale analisi, quindi, sembrerebbe che la presenza femminile nelle distanze ultra di tale gara sia in calo, ma è qui che nasce la riflessione che più ci interessa e che per Luca è fondamentale: dobbiamo guardare a Campo dei Fiori in un’ottica di anno solare, guardarla come una porta. Molte donne vedono in questa competizione l’occasione per iniziare la stagione con distanze più soft, per poi allungare gradualmente e magari concludere l’anno con la propria prima ultra. Riporto le parole esatte di Luca:
“Il confronto con UTMB suggerisce una lettura ampia: la diffusione femminile non si misura soltanto guardando le gare oltre i 42 km. Si misura osservando l’intera scala delle distanze, perché è spesso nel corto che nasce il desiderio di andare più lontano. Il dato più interessante della Campo dei Fiori Trail non è solo quello che accade sull’ultra. Nella Campo dei Fiori Trail la crescita della quota femminile avviene nelle distanze brevi: un segnale di scoperta, ingresso e fiducia che può diventare, se accompagnato bene, la vera base futura dell’ultra femminile”.
Da sottolineare infine che Campo dei Fiori Trail è volutamente preceduta dall’articolo femminile: si dice LA Campo dei Fiori Trail, ci tiene a precisare Luca. L’accezione femminile non è casuale, è voluta e rimarcata fortemente anche dalla posizione nel calendario: questa competizione si svolge infatti nel weekend dedicato alla Festa della Donna e ha quindi un valore simbolico molto forte.
Abbiamo chiesto agli organizzatori se esista un piano, a breve o lungo termine, per incentivare una maggiore partecipazione femminile, non solo a livello simbolico ma anche pratico. Per esempio, abbiamo domandato se fossero mai arrivate richieste o osservazioni da parte delle donne, come: “Vorrei correre quel giorno, ma non ho nessuno che possa aiutarmi con i figli: mi farebbe comodo un servizio di babysitting”. Oppure esigenze ancora più concrete, come la disponibilità di assorbenti igienici ai ristori o in zona partenza.
Partiamo dalla seconda questione: la risposta è stata negativa. Non sono mai arrivate richieste di questo tipo. Eppure noi, come Donn&Ultra, siamo convinte che, anche in assenza di una domanda esplicita, offrire questi servizi rappresenterebbe un valore aggiunto importante per una gara. Sarebbe un piccolo gesto, ma sicuramente apprezzato da molte donne, anche senza una richiesta formale.
Per quanto riguarda invece il tema del supporto alla genitorialità, la risposta ci ha sorprese. Luca ci ha raccontato che, nelle prime edizioni, era stato attivato un servizio gratuito di babysitting per i partecipanti, gestito da personale qualificato. L’iniziativa, però, è stata poi abbandonata perché nessuno ne usufruiva. La verità è che — parole di Luca — “le ragazze sono delle guerriere e non chiedono mai nulla”.
Purtroppo è spesso così che la società ci abitua a comportarci, ma non dovrebbe essere necessariamente la norma. Chiedere un aiuto non significa essere meno forti.
L’unica richiesta concreta arrivata all’organizzazione ha riguardato la suddivisione degli spogliatoi per genere nella zona di partenza.
Uno sguardo oltre la competizione

Foto di Valentina Cosimi (nell'immagine: la premiazione della distanza 70K)
Ciò che mi interessava analizzare in questa sede, oltre alla presenza di atlete femminili, era quella delle volontarie. Troppo spesso si guarda alle gare solo in termini di runner, sponsor, percorsi; ma le gare esistono anche grazie ai volontari. Senza di loro, non sarebbe possibile svolgerle. A parte le grandi competizioni come UTMB, che muovono un giro economico notevole (e che comunque si appoggiano a loro volta ai volontari), tutto il resto delle competizioni vive di volontariato, perché gli introiti delle iscrizioni bastano a mala pena per coprire le spese organizzative: assicurazione, sicurezza, acquisto materiale, ecc.
Ma i volontari devono essere coordinati e Luca ci riporta questo: “L’organizzazione si basa su uno staff di 16 persone che si suddividono la conduzione delle principali funzioni organizzative, coordinati da un consiglio direttivo. Di questo staff, 7 persone sono ragazze”.
Di seguito riporto il link al sito per conoscere lo staff organizzativo della competizione: https://campodeifioritrail.it/informazioni/biketrail/staff-cft/
“Su 300 volontari che hanno partecipato a questa edizione il numero di donne è pari al 40%”. Io sono orgogliosamente una di loro e invito ogni runner a provare almeno una volta nella vita questa esperienza: non correrà mai più una gara come prima, ve lo assicuro!

Foto di Davide Biganzoli (le volontarie addette al deposito borse)
Che siate già delle Ultra Runner rodate, che stiate approcciando le vostre prime distanze medie con il desiderio di allungare, questa gara si piazza in un periodo dell’anno perfetto, con distanze per tutti i gusti!
Non perdete quindi la prossima edizione della Campo dei Fiori Trail il 6 e il 7 marzo 2027. “Don’t dream, trail it!”
Foto copertina di Davide Biganzoli (nell’immagine: Serena Andrea Broggi, dello staff organizzativo, come ogni anno al concludersi del weekend della Campo dei Fiori, si siede pensando all’edizione appena conclusa e guardando a quella successiva)
